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Storia |
Nella seconda metà del secolo scorso il costo del libro, in
proporzione a quello che era il reddito delle famiglie ortonesi, era ancora troppo
elevato, per cui veniva considerato un bene accessibile a pochi eletti. Si cominciò,
quindi, a pensare ad una istituzione associativa o pubblica che potesse offrire, a quanti
ne sentivano la necessità, i libri indispensabili ad arricchire la formazione culturale
impartita dalla scuola e ad evitare lanalfabetismo di ritorno una volta che i
ragazzi, abbandonata la scuola, intraprendevano lattività artigianale, marinara o
agricola, le uniche che la nostra città a quellepoca potesse offrire. |
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Il Circolo di Cultura Popolare Come
però accade molto spesso, alle deficienze delle strutture pubbliche sopperisce la
volontà e lintraprendenza dei cittadini. Ciò accadde anche per la biblioteca nel
1908, cioè tredici anni dopo il "gran rifiuto" della biblioteca di Lelio
Visci da parte dellAmministrazione Comunale. Un gruppo di studenti ed operai,
animati dal solo scopo di fare qualcosa di utile per laccrescimento culturale dei
concittadini fondò il "Circolo di Cultura Popolare",
unassociazione che si prefiggeva di "dare impulso alleducazione
intellettuale e morale del popolo" e per raggiungere il suo scopo organizzava
cicli di conferenze, dibattiti, conversazioni, concerti e, cosa ancor più importante,
costituì una biblioteca. "I
bravi giovani si misero tosto allopera volenterosi e fiduciosi. E, tanto per
incominciare, decisero una questua <sui generis>. Un bel giorno, due validi operai
sorreggenti un grosso canestro, insieme con due studenti di scorta, attraversarono le vie
della città, sostando di porta in porta. Non fu copiosissima la raccolta; ma di qui e là
venivano gettati, alla rinfusa, nel canestro libri unti e bisunti, gualciti e squinternati,
completi e incompleti. Molti, che erano sul punto di servirsene per accendere il fuoco,
preferirono compiere il bel gesto di farne dono ai postulanti; altri, possessori di una
qual si fosse libreria, avevano trovato il destro di <ripulirla>, eliminandone i
volumi ridotti in istato pietoso o giudicati ormai inservibili. Negli
anni successivi comunque la biblioteca trovò altri mezzi di sostentamento per cui si
accrebbe in modo notevole con opere anche di buon valore. |
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La Biblioteca Comunale La
nuova biblioteca ebbe come sede un ampio locale al secondo piano del Palazzo Comunale. La
nuova sede, un bibliotecario regolarmente retribuito, laccesso allintera
cittadinanza, diedero nuovo impulso allimportante istituzione culturale. Intanto
lAmministrazione Comunale, giovandosi degli aiuti finanziari ricevuti dallo Stato e
delle consistenti donazioni dovute principalmente allAvv. Amedeo Finamore, al Prof.
Tommaso de Virgiliis, alla sig.ra Teresa Visci, riuscì in pochi anni a raddoppiare il
numero dei volumi posseduti tanto che lo spazio a disposizione della biblioteca divenne
esiguo. Vennero così restaurati dei locali di proprietà comunale in via Cavour (quelli
attualmente occupati dalla Biblioteca del Mare) e nel 1938 la biblioteca poté trasferirsi
in locali più ampi. Nel 1951 occorrendo i locali della biblioteca allIstituto Nautico per impiantarvi una officina per addestrare gli allievi, la Biblioteca Comunale venne trasferita in alcuni magazzini a piano terra di una palazzina popolare di via Dalmazia. La nuova sede non era certamente adatta per una biblioteca ma era per lo meno spaziosa e per Ortona, che era appena uscita da una guerra che aveva distrutto l80% del suo patrimonio edilizio, poteva considerarsi una conquista. In questi locali la biblioteca restò fino al 1978; il suo patrimonio librario in quellanno ammontava a 24.000 volumi. Dal
1955 al 1963 la Biblioteca Comunale di Ortona è stata prescelta dalla Soprintendenza
Bibliografica per assumere il servizio di pubblica lettura alimentando sette posti di
prestito facenti capo ai Comuni di Francavilla, Palena, Lettopalena, Montenerodomo, Lama
dei Peligni, Torricella Peligna e Quadri. Abolito questo servizio, nel 1971 entrò a far
parte del Sistema Bibliotecario Provinciale di Chieti, purtroppo anchesso soppresso. |
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Il Sistema Bibliotecario Comunale Lestensione
del territorio comunale di Ortona (7.019 ettari) e la distribuzione della sua popolazione
(23.000 abitanti il 40% dei quali risiede nelle campagne) hanno portato
lAmministrazione Comunale, per servire nel migliore dei modi lintera
popolazione, ad istituire, nel 1988, un Sistema Bibliotecario Comunale composto dalla
biblioteca centrale di Palazzo Farnese che fungeva da "centro rete", da tre
biblioteche periferiche site a Fontegrande, Caldari e Villagrande, e una specializzata ,
la "Biblioteca del Mare", con oltre 1.000 volumi di argomento marino e circa 200
videocassette. |
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