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Master di Aggiornamento |
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ACCOMPAGNAR
PER MANO ... |
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"I bambini devono essere accompagnati per mano nelle loro letture" è uno degli approcci pedagogici ricorrenti da parte delladulto educatore. Egli china le sue braccia verso il basso, così da tirar su il tenue virgulto per il verso giusto. E cioè: 1) individuare a priori il libro da dare in lettura; 2) adottare di conseguenza un criterio in base al proprio gusto e alle proprie conoscenze, che in genere non sono molto aggiornate se non altro perché leditoria per ragazzi non entra nella scuola e nelle famiglie quasi mai; 3) ammazzare , o contribuire a farlo, il piacere di leggere ( vedi), perché esso ha un buon terreno di coltura prima ancora che nel cominciare a leggerlo, un libro, nello sceglierlo in piena libertà tra tanti altri ( ma tanti, tanti, tanti ).
E una
biblioteca piccolina in Canadà, E triste vedere come la "biblioteca di classe" diventi spesso un comodo alibi per chiudersi nella propria aula, per ridurre quella che dovrebbe essere una avventurosa esperienza di esplorazione tra i mondi infiniti dei libri, in una autarchica e breve passeggiata in un piccolo recinto. E vero, quando non ci sono biblioteche in giro né pubbliche, né scolastiche quella cinquantina di libri della biblioteca di classe è lunica soluzione. Ma perché non impegnare le tante e positive energie per costituirla da parte di ogni docente ( ognuno solo nella sua classe) in un momento di condivisione? Come un primo nucleo di una biblioteca scolastica che permetta "viaggi" più lunghi e sorprendenti?
A scuola si comincia sempre col catalogare la biblioteca e si finisce quasi sempre con il non capirci più niente. Si tratta di uno degli errori iniziali più deleteri per avviare la biblioteca scolastica. Lasciate stare la catalogazione : rendete invece i libri utilizzabili, fate una analisi sui bisogni e le necessità della comunità scolastica, rendete viva la biblioteca con attività, giochi di lettura, animazioni La catalogazione (il BISOGNO della catalogazione) verrà dopo e oltretutto richiede un percorso di aggiornamento specifico, che quasi mai è contenuto nella formazione dellinsegnante italiano, nonostante WinIride.
"
Preferisco dare ai miei ragazzi libri senza figure e figurine, così non si distraggono
dalla lettura"
Una nobildonna
chiese ad un saggio quando cominciare ad educare il suo bambino di pochi mesi. Il vecchio
rispose che era già tardi. E aggiunse che non sarebbe mai venuto il tempo di smettere.
Vengono comunemente
chiamate poesie, considerando che nel diffuso senso comune la "poesia" è
sinonimo di rima baciata. rime diminutive
bamboleggianti: rime accrescitive
giganteggianti: rime pubblicitarie
roboanti: Rime in
"ore" ( ancora usatissime) debordanti:
Campagna per la
disubbidienza civile
Non abitiamo dove capita, così non si legge dove capita.
I Progetti Lettura
continuano a pesare sulle discipline di lingua, alla faccia di ogni indicazione di buon
senso educativo e normativo ( dalla circolare n. 105/1995 in poi) che invece ne fanno uno
degli elementi di educazione della persona, e quindi trasversale e interdisciplinare, ed
oggi di educazione del cittadino. A volte sembra quasi che le altre discipline non abbiano
bisogno di competenze di lettura e di "piaceri" di lettura. Questo a dispetto di
curiosità e attrazioni che sempre di più, nei confronti dei ragazzi, suscitano ad
esempio i libri di divulgazione scientifica, che sono quasi sempre esclusi dai
"progetti lettura"
La definizione di
laboratorio non si nega a nessuno, come un sorriso di bon ton.
La mostra si avvicinò prima con circospezione, poi sempre più impetuosa e invadente, occupando progressivamente gli ultimi territori di vivibilità della scuola, delle sue aule, dei suoi muri, e dei suoi tempi. Se qualcuno si era illuso di tenerla lontana per quellanno scolastico dandole poco peso e facendo spallucce al primo avvistamento, dovette ricredersi. Mano a mano che la mostra si avvicinava, con quelle insaziabili e rumorose fauci masticatorie, il maestoso e pacato paesaggio dellultimo mese di scuola veniva prima sbranato e frullato , e poi risputato in un vortice di folla occupata a correre istericamente ovunque, tra i grigi grattacieli e i vicoli ciechi di una metropoli caotica e incomprensibile . La mostra terribile aveva ancora una volta riscosso il suo tributo di tempo sprecato.
Un bambino inventò
una storia con una nuvola di cacca, di un bel marrone sodo e ben digerito, piazzata in
mezzo al cielo tra due montagne.
Supermercato. Quando per la seconda volta non si trova quel caffè ( proprio quello che la mattina dà la carica), si cambia e non ci si torna magari soltanto per le emergenze. Più o meno, che ci piaccia o no, la biblioteca di lettura è percepita allo stesso modo, e se ha un misero patrimonio il nostro cliente soddisferà altrove i bisogni per i quali era entrato. Tornerà solo per le emergenze, magari una trentina di centesimi di fotocopie sulla vita di Carlo Magno ricordate allultimo minuto per i compiti del giorno dopo.
Che la lettura sia
un piacere, siamo tutti daccordo. Come lo diventi
bè su questo le idee sono
varie e, giustamente, diverse. Non cè nessuna ricetta per far piacere la lettura,
checchè ne pensino coloro che riempiono pagine e pagine di programmazioni con schemi e
frecce. Quello a cui dobbiamo stare attenti, però, è alla genericità ipocrita con cui
diciamo "piacere di leggere": tre paroline che mettono daccordo tutti
senza spiegare il perché e il come. Può capitare che esse seguano lo stesso destino
della parola "Pace". Tutti siamo daccordo sulla Pace, tutti siamo per la
pace. Ma se poi scrostiamo il primo straterello superficiale di parole astratte, ci
accorgiamo di quante diversità di significati vi siano, a volte incompatibili tra loro (
chi la vuole con i carri armati, chi col tritolo, chi con le carte bollate, chi con la
finanza, chi con le preghiere, chi con le bandiere
.)
I libri non sanno volare, quindi è del tutto inutile provare a tirarli in aria per fare le gare di planaggio con gli aeroplani di carta. Non sono neanche buoni da mangiare, per questo è altamente sconsigliato inzupparli nel latte della colazione, oltre tutto nella ricetta della carta non è contemplato luso dello zucchero. Detto questo però i libri, pur avendo unanima, non hanno crisi di ansia, né hanno paure di nessun tipo o nevrosi o psicosi come quelle che prendono ancora noi adulti quando vediamo i ragazzini che li tirano giù e li sfogliano alla ricerca di belle storie e figure. In realtà si tratta di fobie maniacali di quella parte del genere umano ( over 30, in genere) che invece di leggerli, i libri, spesso li assume come feticci. "Non li rovinate! Mi raccomando!" è uno dei consigli ancora ricorrenti verso i ragazzi che "danno di mano" agli scaffali ( e qui il bibliotecario è campione). Ne siamo tanto convinti che proprio per non rovinarli, i libri, noi adulti siamo tra gli ultimi lettori in Europa. Che coerenti!
Horashi spinse
Yuko davanti al maestro.
I bambini capiscono
benissimo quando dietro la caramella-libro
L ultima
volta che avete sentito leggere i vostri alunni vi è venuto da piangere . Ma le vostre
non erano lagrime di gioia. PROCEDIMENTO: si
sta tutti quanti seduti ai propri banchi a leggere lo stesso libro, a turno. Poi a turno
si ripete. Una volta finito il giro si ricomincia da capo
Perché io ho
levato inni, ho cantato poesie, ho improvvisato danze dicendo a tutti che un mondo
nuovissimo ci attendeva. Ma la verità è che io sono rimasto sempre tra questi fondali.
Mi piaceva cantare, e cantavo di quel mondo
ma non ho mai avuto il coraggio di
andarci.
Shhhhhh! Siamo in
biblioteca. Senza tanto stare
lì a sfogliare. |
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