Granfolletto a Bibliotecopolis
UN ANNO DI LABORATORI NELLA BIBLIOTECA COMUNALE

Alessandra Angelucci, Cinzia Di Sipio, Paola Mantini

Presentiamo, come documentazione del progetto "Capaci di Futuro" Legge 285/97, una simpatica relazione delle animatrici che hanno curato i laboratori in biblioteca. Si tratta di spunti di lavoro e percezioni che risultano più importanti di una strutturazione comunicativa accademica. Anche perché quest’ultima "comunica" , in genere, molto poco.
Poiché nell’anno scolastico 2002-2003 le azioni in biblioteca si potenzieranno ancor di più, ci è sembrato utile farne un agile spunto di discussione e documentazione.

Il direttore Biblioteca Comunale Tito Vezio Viola

Quando il Granfolletto coi baffi che vive a Bibliotecopolis ci ha chiamate a raccolta, ci ha raccontato delle tante, tantissime visite che riceve dalle fate e dagli gnomi che abitano le scuole di Ortona e dintorni. Ma il Granfolletto era solo e ci ha chiesto di essere le sue aiutanti. Tutto quello che dovevamo fare era accogliere gnomi e fatine, accompagnati da stregoni di magia bianca e nera (gli insegnanti), attraverso un viaggio a Bibliotecopolis; esplorarne i percorsi, scoprirne i meccanismi e i segreti, ma soprattutto avvicinarvi con occhio "ludico " ai suoi abitanti... i libri.

Insieme abbiamo imparato che partendo da un libro se ne possono scrivere altri mille; che non si é mai troppo grandi per farsi leggere una bella storia, per poi regalarla a chi ti va!

La sfida ci piaceva! Ne avevamo visti di gnomi e fatine e lavorato conloro su storie di ogni genere, ma sempre usando la magia del Teatro. Ora facevamo un passo indietro nel tempo alla costruzione e alla ricerca di quelle stesse storie!!!

La scelta di iniziare a raccontare cosi questa nostra esperienza è proprio dettata dal fatto di aver vissuto con i bambini/ragazzi, la Biblioteca come un luogo altro da ciò che la convenzione vuole. Un luogo non di silenzio e solitudine, ma di socializzazione, di creatività, uno spaziio libero, che ha però le sue regole da rispettare. Da alcuni incontri quindi è scaturito del materiale che per forma e contenuti meglio esplica l'esperienza fatta e abbiamo così ritenuto opportuno allegarlo di seguito.

Gli incontri sono stati numerosissimi e con bambini/ragazzi di tutte le età. Le sorprese sono state tante sia In positivo sia in negativo. Tra le cose che più ci hanno sorpreso, sicuramente c'è il differente approccio di alunni della stessa età alla costruzione di una storia, per alcuni assolutamente naturale, mentre altri, troppo influenzati dalla TV (vi olenza, tragedia sfida), hanno reagito alla nostra richiesta come se per la prima volta dovessero inventare qualcosa.

Con i ragazzi più grandi (Scuola Media) la costruzione di un racconto ha evidenziato il passaggio dall'infanzia all'adolescenza, l'inizio di una indipendenza dall'adulto e la costituzione di un proprio ed autonomo universo drammaturgico dal quale poter attingere ("storie d'amore", avventure, misteri).

Durante il percorso, le maggiori difficoltà le abbiamo incontrate nel rapporto con alcuni insegnanti: a volte troppo assenti, altre troppo presenti e condizionanti, altre volte, infine, eccessivamente vincolati al loro percorso didattico. Diversi insegnanti, invece, hanno dimostrato di essere molto eclettici e di saper cogliere fino in fondo lo spirito del lavoro e di chi lo ha portato avanti, trovando coincidenze e spunti con e per l'attività in classe. Per quanto riguarda l'andamento generale degli incontri, più che di vera e propria crisi, possiamo parlare di miglioramenti in corso d'opera! E' chiaro che sperimentando diversi metodi di lavoro, abbiamo ottimizzato via via le tipologie di incontro, trovando delle tracce standard consone alle diverse età con le quali abbiamo interagito, ma aperte ad ogni eventualità.

Come prima esperienza di questo genere, siamo soddisfatte del traguardi raggiunti. La qualità del servizio che abbiamo proposto ha trovato sin da subito un suo livello che, data la risposta positiva dei bambini/ragazzi, ci è sembrata abbastanza alto.

La gestione organizzativa del progetto ci ha consentito di lavorare in totale libertà e indipendenza, ma sempre guidate dall'esperienza di chi ci ha chiamate a svolgere quest'attività. A questo riguardo l'unica difficoltà incontrata è stata di tipo logistico: a volte, data la numerosità di alcune classi, gli spazi a nostra disposizione non si sono rivelati totalmente adeguati all'accoglienza dei bambini/ragazzi. Questo però non ha influito sulla riuscita dei laboratori, permettendoci anche di "giocare con lo spazio". 

Sicuramente il progetto ci ha consentito di sperimentare un diverso tipo di relazione con i bambini/ragazzi, non avendo comunque una continuità nel tempo. Ci ha permesso, inoltre, di osservare un vasto campione di utenti che si sono cimentati nelle medesime attività. Ciò ha favorito Inquisizione di nuovi strumenti sia di valutazione delle dinamiche interne al gruppo sia di quelle tra noi operatrici e il gruppo-classe. Tanti sono stati anche gli strumenti e le tecniche di lavoro consolidati sia per quanto concerne la struttura di una visita guidata, sia in relazione all'approccio alla lettura, sia in merito alle più svariate forme di scrittura creativa.

Al termine di questa prima trance di lavoro, nella quale, come si accennava sopra, siamo giunte alla creazione di alcuni interventi standard, ci sembrerebbe interessante continuare questa sperimentazione ad un livello superiore: portare magari alcuni tipi di attività (laboratori sul viaggio, sulla preistoria, sulla drammatizzazione, progetti lettura) ad un numero maggiore di incontri (2/3); creare una tipologia di incontro specifico sulla Biblioteca, la sua organizzazione e le sue funzioni e un'altro che tra storia e leggenda, partendo dal Palazzo Farnese, racconti la città di Ortona; tali attività potrebbero portare alla produzione , da parte dei bambini/ragazzi, di materiali interessanti (costruzione di libri/manuali, drammatizzazione di leggende locali, rappresentazioni grafiche di vario genere). Obiettivo è quindi quello di dare il via ad una vera e propria RICERCA PEDAGOGICA, da pubblicare eventualmente al termine del progetto; non solo un manuale sulle attività-ponte tra la biblioteca e le scuole, ma soprattutto una sorta di ampio osservatorio sulla realtà dei bambini/ragazzi della nostra circoscrizione, trampolino per nuove sperimentazioni. Infine appare interessante la possibilità dí scambi di esperienze con altre biblioteche che svolgano le medesime attívità, ín modo da dare sempre nuovi strumenti agli operatori, che potranno a loro volta garantire una maggiore qualità al servizio.

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