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Ortona Città d'Arte |
| "articolato insieme di
edifici singoli o di complessi monumentali, costituito da almeno 30 diversi beni di
riconosciuto e notevole intresse storico artistico, ai sensi della legge 1089/1939". Con deliberazione del Consiglio Comunale n° 603 del 2 Novembre 1990 allegata alla presente relazione avente per oggetto: "Legge 1/6/1939 n°1089: Segnalazione di opere valide sul piano storico artistico" , il Comune di Ortona deliberava l elenco di edifici di seguito indicato, trasmettendo gli atti al Ministero dei Beni Culturali. |
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| BATTISTERO DI CALDARI - Chiesa di S.
Zefferino Battistero
in pietra, perfettamente conservato, fatto costruire per la chiesa di Caldari da Mons.
G.D. Rebiba (1570-1596). Oltre allo stemma del vescovo, sul basamento è ben visibile una
scritta che indica Mons. Rebiba come primo Vescovo di Ortona. |
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| CAMPANILE DI S. FRANCESCO
Piazza Risorgimento Torre campanaria della Chiesa di S. Francesco di epoca medioevale. Anche
se la parte inferiore ha subito profonde modifiche, si può ancora ammirare, nella sua
splendida semplicità, la parte superiore con le aperture per le campane murate. |
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| CAPPELLA DEL CROCIFISSO Piazza
del Teatro Cappellina
attigua alla Chiesa di Santa Caterina. Vi si conserva un affresco (sec. XV) |
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| CASA BERARDI - Contrada Alboreto Durante lultima guerra
ebbe una posizione chiave nel sistema difensivo tedesco per impedire alle forze alleate la
conquista di Ortona. Teatro di strenui combattimenti da parte di entrambi gli eserciti, la
posizione venne conquistata dagli Alleati la sera del 14 dicembre aprendo la strada per la
conquista di Ortona avvenuta il 28 dicembre 1943. La conquista di casa Berardi fruttò al
Capitano canadese Paul Triquet la "Victoria Cross" la prima concessa
dallesercito alleato nella Campagna dItalia. |
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| CASA CICHELLI - Contrada Bavi Magnifico edificio rurale
con torre risalente al XVI secolo. Inizialmente della famiglia Corvi, proprietaria anche
del palazzotto di Corso Matteotti, passò successivamente ai Cichelli che lo detengono
tuttora. |
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| CASTELLO ARAGONESE Fu fatto edificare da
Alfonso dAragona nella metà del XV secolo a protezione del sottostante porto e
dellintera città. Della sua originale struttura restano poco più della metà delle
mura perimetrali e le due torri che guardano verso la città. Le due torri orientali,
invece, sono crollate nel 1947 a seguito di una enorme frana che aveva interessato il
promontorio su cui era stato costruito il castello. |
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| CHIESA DELLA MADONNA DELLA PACE - Via
Civiltà del Lavoro E un piccolo gioirlo di architettura, conosciuta attualmente come
chiesa della Madonna delle Grazie, edificata tra il 1430 e il 1440 per sancire la pace tra
Ortona e Lanciano. Le poche strutture rimaste dellannesso convento sono state
distrutte una diecina di anni fa per ampliare uno stabilimento industriale. |
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| CHIESA DI SAN TOMMASO - Piazza S.
Tommaso Inizialmente
era dedicata a Santa Maria Regina degli Angeli. Eretta nei primi secoli del cristianesimo,
subì un incendio da parte dei Normanni e successivamente riedificato e riaperto al culto
nel 1127. Nel 1258 accolse le reliquie di S. Tommaso Apostolo trafugate dallisola di
Schio da alcuni marinai ortonesi comandati dal concittadino Leone. Nel 1566 la chiesa fu
incendiata e distrutta dallesercito turco comandato da Pialì Pascià. Ricostruita,
fu distrutta nuovamente nel 1943 quando i guastatori tedeschi, la mattina del 21 dicembre,
fecero saltare la torre dellorologio. |
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| CHIESA DI SANTA MARIA - Corso
Garibaldi La
chiesa, lunica barocca conservata in Ortona, presenta ancora integri tutti gli
stucchi e gli affreschi originali eccetto che in alcuni punti della volta danneggiata
dalla guerra. Laltare, in marmo, fu fatto costruire nella metà del XIX secolo da
marmorini napoletani. |
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| CHIESA DI SANTA MARIA DI COSTANTINOPOLI
- Via Don Bosco Fu costruita, insieme al convento, alla fine del XIII seclo dai Padri
Celestini. Lintero edificio, conosciuto come convento di Santo Spirito, fu distrutto
dallinvasione dei turchi del 1566 e ricostruito alcuni decenni dopo. |
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| CHIESA DELLA SS. TRINITA -
Cimitero capoluogo Il fabbricato, edificato nei primi decenni del XVII secolo, presenta
ancora tutte le sue caratteristiche originali. La chiesa, una cui parete poggia
allex Convento dei Cappuccini, presenta nella sua parte anteriore un portichetto,
caratteristica comune a tutte le chiese di Ortona dellepoca. Essa è stata
consacrata nel 1045 da Mons. Alessandro Crescenzi. |
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| EX CONVENTO DEGLI AGOSTINIANI - Corso
Matteotti La
struttura, anche se ha subito diversi rifacimenti durante i secoli, si presenta ancora
nella sua forma originale con lampio cortile attualmente utilizzato come palestra. |
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| EX CONVENTO DEI CAPPUCCINI - Cimitero
capoluogo Fu
edificato, insieme allattigua Chiesa della SS. Trinità, nei primi decenni del XVII
secolo. Anche se alcune sale a piano terra sono state utilizzate come ossari
dellattiguo cimitero, il convento presenta ancora nelle strutture murarie tutta la
sua forma originale. Nel cortile, circondato da porticato, esiste tuttora il pozzo. |
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| EX CONVENTO DELLE CISTERCENSI - Corso
Garibaldi Ledificio,
ristrutturato in diverse occasioni per adattarlo alle vaie esigenze di utilizzo, presenta
ancora la sua struttura muraria originale. Interessante, in particolare, lampio
cortile e gli accessi diretti alla chiesa di Santa Caterina dove le monache di clausura
seguivano le funzioni religiose dallinterno di una grata. |
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| FONDACI MEDIOEVALI - Piazza Plebiscito Tre locali situati al di
sotto del piano della piazza, parzialmente riempiti di detriti, risalenti certamente al
periodo medioevale. Particolarmente interessanti risultano alcune strutture perfettamente
conservate come: una scala a chiocciola in pietra, un portale in pietra con arco a sesto
acuto alla cui sommità si trova uno stemma nobiliare pure in pietra, alcune finestre con
stipiti in pietra. |
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| FONTANA PETICCIA - Contrada Peticcia E una delle quattro
fontane dalle quali i cittadini ortonesi attingevano lacqua per gli usi domestici.
Si trova lungo il torrente Peticcio a poco più di un chilometro a ovest della città. La
sua struttura risale ad epoca superiore al XVI secolo e sappiamo, da una lapide ancora
visibile sulla facciata, che essa fu restaurata allinizio dellOttocento. |
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| MONUMENTO A FRANCESCO PAOLO TOSTI -
Giardini pubblici Monumento in marmo, opera dello scultore ortonese Guido Costanzo,
inaugurato il 14 maggio 1926. |
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| MONUMENTO AI CADUTI - Porta Caldari
Monumento in bronzo, opera dello scultore ortonese Guido Costanzo, inaugurato il 4 maggio
1926. Sopra
il basamento di travertino si erge un legionario romano avente nel braccio destro
ripiegato un ramo d alloro e la sinistra eretta al cielo dove è rivolto anche il
suo sguardo in segno di gloria e di sacrificio. La glorificazione della Madre viene
fermata in tre tempi su tre bassorilievi incassati nel basamento: la madre che crea il
bimbo, il distacco del figlio soldato, la madre dolorosa composta nel raccoglimento
dell olocausto compiuto. |
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| MULINO SARDO - Contrada Arielli La sua costruzione si può
far risalire al XVII secolo. E conosciuto nella zona come "Mulino Cespa"
anche se i Cespa non furono mai proprietari della struttura. |
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| MURA CALDORIANE - Via G.
DAnnunzio e Via L. Dommarco Furono edificate dal Capitano di ventura Giacomo Caldora quando
nel 1425 ricevette in feudo la città del re Carlo III dAngiò. La cinta muraria
che, partendo dal Castello Aragonese, costeggiava approssimativamente le vie Gabriele
DAnnunzio, Monte Maiella, Luigi Dommarco, Pantaleone Rapino e il Belvedere Orientale
per ricongiungersi al Castello, era provvista di cinque porte di accesso alla città: le
due della Marina, quella della Bucciaria (successivamente del Carmine), di S.Giacomo, di
Caldari e di Santa Caterina. |
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| PALAZZO CORVI - Corso Matteotti Palazzo della famiglia
Corvi, originaria di Sulmona, trasferitasi in Ortona nella prima metà del XVII secolo. La
sua struttura, in parte restaurata, si fa risalire alla fine del XVI secolo anche se il
piano terra è di epoca certamente precedente. Difatti esso, con ogni probabilità, faceva
parte della struttura di un convento trovandosi tuttora, lungo il corridoio di accesso,
dei portali in pietra recanti sugli stipiti dei motti in latino di chiara ispirazione
religiosa. |
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| PALAZZO DE SANCTIS - Corso Matteotti
n. 60 E
il palazzo originale della famiglia De Sanctis la cui costruzione si può far risalire al
XV secolo. Sul portale in pietra è ancora visibile una iscrizione in cui si legge che il
palazzo fu restaurato da Andrea Matteo De Sanctis (sec. XVI). Sulla facciata restano
diversi elementi architettonici, apparsi durante recenti lavori di restauro, che
testimoniano lantichità del palazzo. |
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| PALAZZO FARNESE - Passeggiata
Orientale Fu
fatto edificare da Margarita DAustria, figlia dellimperatore Carlo V e moglie
di Ottavio Farnese, su progetto dellarchitetto Jacopo della Porta. |
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| PALAZZO GRILLI - Corso Matteotti n.
74-78 Fatto
edificare da un ramo della famiglia De Sanctis nel XVI secolo, il palazzo presenta una
interessante facciata con balconcini originali. Allinterno, negli ampi saloni, si
trovano dei bei affreschi ottocenteschi attribuiti a Florideo Cincinnati. |
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| PALAZZO MANCINI - Piazza S. Tommaso
n.17 E
stato edificato allinizio del XVI secolo, sul sito del Palazzo Riccardo, dalla
famiglia De Sanctis. |
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| PALAZZO MIGNOTTI - Corso Matteotti n.
65-69 Palazzo
della famiglia Mignotti, venuta in Ortona da Alessandria agli inizi del secolo XVII,
successivamente passata alla famiglia Mancini. Presenta una interessante facciata in
mattoni con un ordine di finestre circolari, unico esempio dellarchitettura
ortonese. |
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| PALAZZO PUGLIESI - Corso Matteotti n.
55-63 Dellantico
palazzo si conserva, per lavori recentemente eseguiti sullintera struttura, soltanto
linteressante facciata in mattoni. |
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| PALAZZO VESIJ-CASTIGLIONE - Piazzetta
dei Pescatori n.27 Palazzo della famiglia Vesij-Castiglione passato alla famiglia De Sanctis
nella prima metà del 700 quando Silvestro De Sanctis sposò Giacinta
Vesij-Castiglione. |
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| PORTALE PALAZZO GERVASONI - Via Cavour
n. 14 Il
portale conserva parte della struttura muraria originale e un interessante portale a
bugnato risalente al XVII Secolo. |
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| PORTALE PALAZZO QUATRARI - Piazza
Risorgimento n. 4 Con ogni probabilità risale alla prima metà del XVI secolo. Quasi
certamente il palazzo appartenne alla famiglia Quatrari,originaria di Sulmona, stabilitasi
in Ortona nel XV secolo ed estintasi nella prima metà del XVI secolo. |
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| PORTALE ROSICA - Piazza S. Tommaso
n.14 Anticamente
di proprietà di un ramo della famiglia De Sanctis, passo successivamente ai
Serafini i quali, nella seconda metà dell Ottocento provvidero ad eseguire
consistenti lavori di restauro. |
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| PORTALE VIA MOROSINI - Via Morosini n.
14 Interessante
portale in pietra simile a quello del Palazzo Rosica, con chiave di volta con stemma
nobiliare non identificabile in quanto irrimediabilmente rovinato.Conserva anche un
piccolo cortile in parte modificato. |
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| TEATRO VITTORIA - Piazza del teatro Costruito nel 1929 su
disegno dell ing. Tommaso Pincione, fu inaugurato nel febbraio del 1930. |
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| TORRE BAGLIONI - Via Gabrile
DAnnunzio n. 4 Appartenne dapprima alla famiglia Bernardi, poi al Salzano De Luna e, agli
inizi dellOttocento, alla famiglia Baglioni che dopo lUnità dItalia si
trasferì a Chieti. La sua struttura, a forma quadrangolare, si ergeva ai margini della
cinta muraria nei pressi della Porta della Marina. |
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| TORRE MUCCHIA - Contrada S. Marco Sorge a quattro chilometri a
nord della città sul promontorio che domina il Lido Riccio. Fu fatto edificare dal
Viceré di Napoli Don Alfan nella seconda metà del XVI secolo, insieme a diverse altre
dislocate lungo tutta la fascia litoranea abruzzese, come luoghi di avvistamento per
prevenire eventuali attacchi da parte delle soldatesche turche che in quei tempi
infestavano il mare Adriatico attaccando le città e mettendole a ferro e a fuoco. Nel
XVIII secolo la torre servì come posto doganale. |
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| TORRE RICCARDI - Corso Matteotti n. 41 Torre risalente
approssimativamente al XV secolo, lunica parte rimasta del palazzo della famiglia
Riccardi cacciata da Ortona allinizio del XVI secolo. La sua alta struttura è
visibile nel disegno della città risalente al 1590. |
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| VECCHIO EPISCOPIO - Via Episcopio n.6 Fu fatto edificare da Mons.
Domenico De Dominicis allinizio del XVIII secolo. La sua struttura, conservata nella
sua forma originale, è stata recentemente restaurata a cura della Diocesi Lanciano-Ortona
che ne ha fatto dono poi alla Parrocchia di S. Tommaso. |
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Costituisce il nucleo originario della città. Sorge sul perimetro dell'Urbs romana, allungamento del villaggio illirico-frentano, ed è- identificata da viuzze strette, arricchite da archi caratteristici, che si aprono improvvisamente su scorci di mare. Centro propulsore delle attività marinare, Terravecchia si è sviluppata nel Medio Evo (XII-XV sec.) tra la Cattedrale (riedificata nel 1127), il Castello Aragonese (1450~70) e il Palazzo Farnese (iniziato nel 1584), che con quello comunale (anticamente dell'Università e della Colle) fungono da cerniera con il rione di Terranova. La parte più antica è individuabile nella zona compresa tra il Parco Ciavocco (polmone verde al cospetto del mare) e Corso Matteotti, con il caratteristico Vico Bonelli e la Torre Baglioni (XIII sec.), già dei Bernardi. Tardomedievale, invece, è la zona compresa tra Corso Matteotti e la Passeggiata Orientale (aperta sulla Rípa Grande nel 1882) da cui si gode uno splendido panorama- essa presenta un impianto viario a maglie leggermente più ampie attorno a via Leone Acciaiuoli su cui si affaccia il secentesco Palazzetto de Benedictis, già dei Vesij-Castiglione (belli il portale e la cisterna con un magnifico anello) e da dove inizia la scalinata dei Pescatori. L'arteria principale, l'antica strada grande oggi Corso Matteotti, si è arricchita, durante i secoli di numerosi palazzi: Corvo (XVI-XVII sec.), pervenutoci pressocchè integro e con un bel soffitto ligneo a cassettoni; Menè (XVII-XVIII sec.) già dei Fonzi Cruciani; Colangelo, con il suo caratteristico cortiletto tardo rinascimentale; Mignotti (XVII sec.) dall'interessante facciata con mattoni a vista; Grilli-de Sanctis (XVII sec.) dai bei balconi con ringhiere in ferro battuto e un ampio salone con affreschi settecenteschi); Pugliesi (metà XVII sec.) e de Sanctis (con elementi architettonici quattrocenteschi). Si affacciano, invece, sul piano antistante la Cattedrale i palazzi Rosica-de Sanctis (XVII-XVIII sec.) dal bel portale in pietra e Mancini-de Sanctis (XVI sec.) dove nel 1586 cessò i suoi giorni Margarita d'Austria. Sono ancora da segnalare il Convento Agostiniano (poi Seminario Diocesano) con il portale in arenaria del XV-XVl sec.; l'ex-Palazzo Vescovile (1770), la Torre dei Riccardi (XIV-XV sec.); il duecentesco campanile di S. Francesco unica testimonianza pervenutaci della presenza dei Padri Conventuali in Ortona con un'ala del convento divenuto nel secolo scorso Palazzo de Benedictis, dove nacque Luisa madre di Gabriele d'Annunzio, che conserva nel cortile, l'antico chiostro, l'anello in pietra della cisterna- i palazzi Quatrari (con il portale della prima metà del XVI sec.), Gervasoni (XVII sec.) e diversi altri con i portali in bugnato rustico e gli anelli da cisterna. |
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E l'altro rione sorto all'interno dell'antica cinta muraria, dove già dal XII secolo sorgevano edifici religiosi attorno ai quali si svilupparono successivamente piccoli borghi e contrade. Si è ampliato maggiormente tra il XV ed il XVII secolo assumendo un impianto viario ortogonale a maglie larghe tipico del Rinascimento spagnolo. Sul Corso Vittorio Emanuele (l'antica strada grande) e -nelle strade interne si affacciano diversi palazzi (anch'essi con portali in pietra ed interessanti anelli da cisterna) espressione di quella borghesia mercantile e professionista che dal X-VI sec. soppiantò economicamente l'antica nobiltà terriera (relegata a Terravecchia). Si segnalano i palazzi appartenuti ai Verratti (XVII sec.) con il grande balcone dalla ringhiera in ferro battuto), ai Licini, ai de Lectis, ai Berardi (1702), ai Petroni (XVIII sec.) ai Lavalle-Castiglio,ne (XVIII sec.) ai de Fabritiis, ai Mazzoccone (1870), ai baroni Bernardi (XVI sec.) e la facciata della ex Chiesetta di S. Biagio (XV-XVII sec.). Gli edifici più imponenti del rione restano comunque la chiesa di S. Maria delle Grazie, il più recente Teatro Vittoria (1927) ma sopratutto il complesso architettonico, realizzato tra il XII ed il XVII secolo, e composto dallOratorio del Crocefisso, dalla Chiesa di Santa Caterina e dal monastero delle Cistercensi. Solo nellultimo dopoguerra si sono sviluppati in maniera consistente gli altri quartieri allesterno dellantica cinta muraria: quello del Carmine a nord, in corrispondenza dell'antica porta della Buccíaria, verso gli antichi conventi dei Carmelitani e dei Cappuccini. di Costantinopoli, sull'omonimo colle che domina il mare, in direzione sud, verso l'ex convento dei Celestini, ora Chiesa dedicata a Santa Maria di Costantinopoli; San Giuseppe sorto su un'ampia area pianeggiante, ad ovest del nucleo storico, individuata per la realizzazione dei primi insediamenti abitativi post bellici, si contraddistingue per la regolarità dell'impianto viario geometricamente lineare. Negli anni settanta le nuove esigenze urbanistiche ed abitative hanno imposto la scelta di una nuova zona di espansione per l'edilizia civile al di là delle vallate che cingono il promontorio Ortonese. E nato, così, il nuovo quartiere Fontegrande, caratterizzato da una moderna edilizia prevalentemente residenziale, che conta oggi circa quattromila abitanti. Ai margini della nuova realtà urbana è stato edificato il nuovo ospedale civile ed individuata, a ridosso della strada statale di circonvallazione urbana, unarea destinata allinsediamento di attività commerciali e terziarie, sia pubbliche che private. |
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| BIBLIOTECHE
- Biblioteca
Comunale |
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| MUSEI - Pinacoteca
Cascella sito in Palazzo Farnese, aperto al pubblico nell intero anno.
All interno sono conservate ed esposte le opere di Michele Cascella e suo padre
Basilio. LA pinacoteca è riconosciuta ai sensi della L. R. n°44/1992. |
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| MANIFESTAZIONI Dicembre/Aprile
Stagione teatrale ATAM |
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