Ortona Città d'Arte
ELENCO MONUMENTI ORTONESI DI INTERESSE STORICO-ARCHITETTONICO

"articolato insieme di edifici singoli o di complessi monumentali, costituito da almeno 30 diversi beni di riconosciuto e notevole intresse storico artistico,
ai sensi della legge 1089/1939".

Con deliberazione del Consiglio Comunale n° 603 del 2 Novembre 1990 – allegata alla presente relazione avente per oggetto: "Legge 1/6/1939 n°1089: Segnalazione di opere valide sul piano storico artistico" , il Comune di Ortona deliberava l’ elenco di edifici di seguito indicato, trasmettendo gli atti al Ministero dei Beni Culturali.

BATTISTERO DI CALDARI
BIBLIOTECHE
CAMPANILE DI S. FRANCESCO
CAPPELLA DEL CROCIFISSO
CASA BERARDI
CASA CICHELLI
CASTELLO ARAGONESE
CHIESA MADONNA DELLA PACE
CHIESA SAN TOMMASO
CHIESA SANTA MARIA
CHIESA SANTA MARIA DI COSTANTINOPOLI
CHIESA SS. TRINITA’
EX CONVENTO DEGLI AGOSTINIANI
EX CONVENTO DEI CAPPUCCINI
EX CONVENTO DELLE CISTERCENSI
FONDACI MEDIOEVALI
FONTANA LA CANALE
FONTANA PETICCIA
MANIFESTAZIONI
MONUMENTO A FRANCESCO PAOLO TOSTI
MONUMENTO AI CADUTI
MULINO FOSSO DEI MULINI
MULINO SARDO
MURA CALDORIANE
MUSEI
PALAZZO CORVI
PALAZZO DE SANCTIS
PALAZZO FARNESE
PALAZZO GRILLI
PALAZZO MANCINI
PALAZZO MIGNOTTI
PALAZZO PUGLIESI
PALAZZO VEIJ-CASTIGLIONE
PORTALE PALAZZO GERVASONI
PORTALE PALAZZO QUATRARI
PORTALE ROSICA
PORTALE VIA MOROSINI
TEATRO VITTORIA
TERRANOVA
TERRAVECCHIA
TORRE BAGLIONI
TORRE MUCCHIA
TORRE RICCARDI
VECCHIO EPISCOPIO
BATTISTERO DI CALDARI - Chiesa di S. Zefferino

Battistero in pietra, perfettamente conservato, fatto costruire per la chiesa di Caldari da Mons. G.D. Rebiba (1570-1596). Oltre allo stemma del vescovo, sul basamento è ben visibile una scritta che indica Mons. Rebiba come primo Vescovo di Ortona.
Propr.: Parrocchia di S. Zefferino

CAMPANILE DI S. FRANCESCO  – Piazza Risorgimento

Torre campanaria della Chiesa di S. Francesco di epoca medioevale. Anche se la parte inferiore ha subito profonde modifiche, si può ancora ammirare, nella sua splendida semplicità, la parte superiore con le aperture per le campane murate.
Propr.: Curia Arcivescovile

CAPPELLA DEL CROCIFISSO – Piazza del Teatro

Cappellina attigua alla Chiesa di Santa Caterina. Vi si conserva un affresco (sec. XV)
della misura di cm. 139x112 raffigurante Cristo in croce. La tradizione vuole che dal costato del Cristo, la mattina del 13 giugno 1566, sgorgasse sangue vivo raccolto dalle suore e conservato in tre ampolline.
Prop.: Curia Arcivescovile

CASA BERARDI - Contrada Alboreto

Durante l’ultima guerra ebbe una posizione chiave nel sistema difensivo tedesco per impedire alle forze alleate la conquista di Ortona. Teatro di strenui combattimenti da parte di entrambi gli eserciti, la posizione venne conquistata dagli Alleati la sera del 14 dicembre aprendo la strada per la conquista di Ortona avvenuta il 28 dicembre 1943. La conquista di casa Berardi fruttò al Capitano canadese Paul Triquet la "Victoria Cross" la prima concessa dall’esercito alleato nella Campagna d’Italia.
A ricordo di questa battaglia molte strade e alcuni edifici pubblici delle maggiori città canadesi sono stati intitolati a "Casa Berardi".
Su un muro di "Casa Berardi" è stata apposta alcuni anni fa una lapide che ricorda i fatti d’arme di quel lontano giorno del 1943.
Propr.: Maria Teresa Berardi – Pescara

CASA CICHELLI - Contrada Bavi

Magnifico edificio rurale con torre risalente al XVI secolo. Inizialmente della famiglia Corvi, proprietaria anche del palazzotto di Corso Matteotti, passò successivamente ai Cichelli che lo detengono tuttora.
Particolarmente armoniosa risulta la facciata sud con porticato inferiore a tre luci e superiore, anche se in parte modificato, a sei.
Propr.: Giovanni Cichelli – Ortona

CASTELLO ARAGONESE

Fu fatto edificare da Alfonso d’Aragona nella metà del XV secolo a protezione del sottostante porto e dell’intera città. Della sua originale struttura restano poco più della metà delle mura perimetrali e le due torri che guardano verso la città. Le due torri orientali, invece, sono crollate nel 1947 a seguito di una enorme frana che aveva interessato il promontorio su cui era stato costruito il castello.
Propr.: Comune di Ortona ed Eredi Nigro – Roma

CHIESA DELLA MADONNA DELLA PACE - Via Civiltà del Lavoro

E’ un piccolo gioirlo di architettura, conosciuta attualmente come chiesa della Madonna delle Grazie, edificata tra il 1430 e il 1440 per sancire la pace tra Ortona e Lanciano. Le poche strutture rimaste dell’annesso convento sono state distrutte una diecina di anni fa per ampliare uno stabilimento industriale.
Propr.:

CHIESA DI SAN TOMMASO - Piazza S. Tommaso

Inizialmente era dedicata a Santa Maria Regina degli Angeli. Eretta nei primi secoli del cristianesimo, subì un incendio da parte dei Normanni e successivamente riedificato e riaperto al culto nel 1127. Nel 1258 accolse le reliquie di S. Tommaso Apostolo trafugate dall’isola di Schio da alcuni marinai ortonesi comandati dal concittadino Leone. Nel 1566 la chiesa fu incendiata e distrutta dall’esercito turco comandato da Pialì Pascià. Ricostruita, fu distrutta nuovamente nel 1943 quando i guastatori tedeschi, la mattina del 21 dicembre, fecero saltare la torre dell’orologio.
Oltre ad alcune strutture architettoniche che testimoniano l’antichità dell’edificio, si conservano i due portali in pietra: il primo, scolpito nel 1312 dall’ortonese Nicola Mancino è stato danneggiato nel 1943; il secondo, di epoca precedente, è tuttora integro.
Propr.: Parrocchia di S. Tommaso Apostolo

CHIESA DI SANTA MARIA - Corso Garibaldi

La chiesa, l’unica barocca conservata in Ortona, presenta ancora integri tutti gli stucchi e gli affreschi originali eccetto che in alcuni punti della volta danneggiata dalla guerra. L’altare, in marmo, fu fatto costruire nella metà del XIX secolo da marmorini napoletani.
All’interno si conservano tele del pittore bergamasco G.B. Spinelli (sec. XVII). Internamente, sul lato del portale, corre una balconata in legno da dove le monache cistercensi seguivano le funzioni religiose.
Di pregevole fattura sono il portale in pietra (probabilmente sec. XIV) e la porta finemente scolpita.
Propr.: Curia Arcivescovile

CHIESA DI SANTA MARIA DI COSTANTINOPOLI - Via Don Bosco

Fu costruita, insieme al convento, alla fine del XIII seclo dai Padri Celestini. L’intero edificio, conosciuto come convento di Santo Spirito, fu distrutto dall’invasione dei turchi del 1566 e ricostruito alcuni decenni dopo.
Della vecchia struttura, danneggiata durante l’ultimo conflitto mondiale, resta soltanto una parte della facciata con il portale. Al suo interno si conserva un interessante affresco di fattura bizantineggiante raffigurante la Madonna col Bambino.
Propr.: Parrocchia di Santa Maria di Costantinopoli

CHIESA DELLA SS. TRINITA’ - Cimitero capoluogo

Il fabbricato, edificato nei primi decenni del XVII secolo, presenta ancora tutte le sue caratteristiche originali. La chiesa, una cui parete poggia all’ex Convento dei Cappuccini, presenta nella sua parte anteriore un portichetto, caratteristica comune a tutte le chiese di Ortona dell’epoca. Essa è stata consacrata nel 1045 da Mons. Alessandro Crescenzi.
Nel suo interno sono conservati uno splendido tabernacolo in legno scolpito e alcune tele del pittore bergamasco Giovan Battista Spinelli.
Propr.: Comune di Ortona

EX CONVENTO DEGLI AGOSTINIANI - Corso Matteotti

La struttura, anche se ha subito diversi rifacimenti durante i secoli, si presenta ancora nella sua forma originale con l’ampio cortile attualmente utilizzato come palestra.
Di particolare importanza è il bellissimo portale in pietra arenaria, scolpita, con ogni probabilità, tra la fine del XV e l’inizio del XVI secolo.
Propr.: Comune di Ortona

EX CONVENTO DEI CAPPUCCINI - Cimitero capoluogo

Fu edificato, insieme all’attigua Chiesa della SS. Trinità, nei primi decenni del XVII secolo. Anche se alcune sale a piano terra sono state utilizzate come ossari dell’attiguo cimitero, il convento presenta ancora nelle strutture murarie tutta la sua forma originale. Nel cortile, circondato da porticato, esiste tuttora il pozzo.
Propr.: Comune di Ortona

EX CONVENTO DELLE CISTERCENSI - Corso Garibaldi

L’edificio, ristrutturato in diverse occasioni per adattarlo alle vaie esigenze di utilizzo, presenta ancora la sua struttura muraria originale. Interessante, in particolare, l’ampio cortile e gli accessi diretti alla chiesa di Santa Caterina dove le monache di clausura seguivano le funzioni religiose dall’interno di una grata.
In un atto notarile del XVII secolo sono elencate una ventina di monache convocate "ante gratas ferreas parlatorij dicti Monasterij" per assistere alla redazione dell’atto.
Propr.: Comune di Ortona – Curia Arcivescovile

FONDACI MEDIOEVALI - Piazza Plebiscito

Tre locali situati al di sotto del piano della piazza, parzialmente riempiti di detriti, risalenti certamente al periodo medioevale. Particolarmente interessanti risultano alcune strutture perfettamente conservate come: una scala a chiocciola in pietra, un portale in pietra con arco a sesto acuto alla cui sommità si trova uno stemma nobiliare pure in pietra, alcune finestre con stipiti in pietra.
Propr.: Prof. Raffaele Di Sciascio – Ortona

FONTANA PETICCIA - Contrada Peticcia

E’ una delle quattro fontane dalle quali i cittadini ortonesi attingevano l’acqua per gli usi domestici. Si trova lungo il torrente Peticcio a poco più di un chilometro a ovest della città. La sua struttura risale ad epoca superiore al XVI secolo e sappiamo, da una lapide ancora visibile sulla facciata, che essa fu restaurata all’inizio dell’Ottocento.
Propr.: Comune di Ortona

MONUMENTO A FRANCESCO PAOLO TOSTI - Giardini pubblici

Monumento in marmo, opera dello scultore ortonese Guido Costanzo, inaugurato il 14 maggio 1926.
Un gruppo di sette cantatrici, ispiratrici ed esecutrici delle celebri melodie tostiane, sostengono il busto del Maestro.
Inizialmente posto nella piazzetta antistante il Palazzo farnese , il monumento è stato spostato nel dopoguerra ai Giardini Pubblici.Danneggiato una prima volta da alcuni teppisti, il monumento è stato restaurato entrambe le volte dallo scultore Stefano Durante allievo del Massari.
Propr.:Comune di Ortona

MONUMENTO AI CADUTI - Porta Caldari Monumento in bronzo, opera dello scultore ortonese Guido Costanzo, inaugurato il 4 maggio 1926.

Sopra il basamento di travertino si erge un legionario romano avente nel braccio destro ripiegato un ramo d’ alloro e la sinistra eretta al cielo dove è rivolto anche il suo sguardo in segno di gloria e di sacrificio. La glorificazione della Madre viene fermata in tre tempi su tre bassorilievi incassati nel basamento: la madre che crea il bimbo, il distacco del figlio soldato, la madre dolorosa composta nel raccoglimento dell’ olocausto compiuto.
Propr.: Comune di Ortona

MULINO SARDO - Contrada Arielli

La sua costruzione si può far risalire al XVII secolo. E’ conosciuto nella zona come "Mulino Cespa" anche se i Cespa non furono mai proprietari della struttura.
Suoi proprietarini furono dapprima i Santeusanio, successivamente i De Luca e attualmente la famiglia Sardo.
Ha funzionato regolarmente fino agli anni cinquanta quando il mulino venne abbandonato. In seguito a ciò l’ edificio subì un degrado notevole e solo recentemente ha subito lavori di consolidamento e di trasformazione.
Della struttura originale resta soltanto il piano terra con le arcate dalle quali defluivano le acque del mulino per ricongiungersi al fiume Arielli.
Propr.:Luciano Sardo – Pescara

MURA CALDORIANE - Via G. D’Annunzio e Via L. Dommarco

Furono edificate dal Capitano di ventura Giacomo Caldora quando nel 1425 ricevette in feudo la città del re Carlo III d’Angiò. La cinta muraria che, partendo dal Castello Aragonese, costeggiava approssimativamente le vie Gabriele D’Annunzio, Monte Maiella, Luigi Dommarco, Pantaleone Rapino e il Belvedere Orientale per ricongiungersi al Castello, era provvista di cinque porte di accesso alla città: le due della Marina, quella della Bucciaria (successivamente del Carmine), di S.Giacomo, di Caldari e di Santa Caterina.
Della vecchia cinta muraria, abbattuta nella seconda metà del XIX secolo, restano attualmente due brevi tratti: il primo all’inizio di via G. D’Annunzio e il secondo lungo via L. Dommarco.
Propr.: Comune di Ortona

PALAZZO CORVI - Corso Matteotti

Palazzo della famiglia Corvi, originaria di Sulmona, trasferitasi in Ortona nella prima metà del XVII secolo. La sua struttura, in parte restaurata, si fa risalire alla fine del XVI secolo anche se il piano terra è di epoca certamente precedente. Difatti esso, con ogni probabilità, faceva parte della struttura di un convento trovandosi tuttora, lungo il corridoio di accesso, dei portali in pietra recanti sugli stipiti dei motti in latino di chiara ispirazione religiosa.
In unno dei locali a piano terra, durante i lavori di restauro, è stata rinvenuta una cisterna mentre al primo piano si conserva un magnifico cassettone ligneo dipinto con motivi floreali.
Propr.: Comune di Ortona

PALAZZO DE SANCTIS - Corso Matteotti n. 60

E’ il palazzo originale della famiglia De Sanctis la cui costruzione si può far risalire al XV secolo. Sul portale in pietra è ancora visibile una iscrizione in cui si legge che il palazzo fu restaurato da Andrea Matteo De Sanctis (sec. XVI). Sulla facciata restano diversi elementi architettonici, apparsi durante recenti lavori di restauro, che testimoniano l’antichità del palazzo.
Propr.:

PALAZZO FARNESE - Passeggiata Orientale

Fu fatto edificare da Margarita D’Austria, figlia dell’imperatore Carlo V e moglie di Ottavio Farnese, su progetto dell’architetto Jacopo della Porta.
La prima pietra del palazzo, a forma quadrangolare di m. 49, 50 di lato, fu posta il 12 marzo 1584 alla presenza di Mons. G.D. Rebiba, primo Vescovo di Ortona. La costruzione si interruppe nel 1586, subito dopo la morte di Margarita avvenuta nel gennaio di quell’anno.
Nei secoli XVII e XVIII il Palazzo fu sede del Sovrintendente dei beni farnesiani per l’Abruzzo e nel 1582, in seguito a una enorme frana, la sua parte orientale rovinò nella sottostante scarpata.
Passata nel 1795 in proprietà della famiglia Berardi fu ceduto, una ventina di anni fa, al Comune e restaurato a cura della Soprintendenza ai Beni Architettonici per l’Abruzzo.
Propr.: Comune di Ortona

PALAZZO GRILLI - Corso Matteotti n. 74-78

Fatto edificare da un ramo della famiglia De Sanctis nel XVI secolo, il palazzo presenta una interessante facciata con balconcini originali. All’interno, negli ampi saloni, si trovano dei bei affreschi ottocenteschi attribuiti a Florideo Cincinnati.
Nel 1807 il Barone Armidoro De Sanctis ospitò nel palazzo il re Giuseppe Buonaparte in visita negli Abruzzi.
Propr.: Dott.: Rosario Grilli – Milano

PALAZZO MANCINI - Piazza S. Tommaso n.17

E’ stato edificato all’inizio del XVI secolo, sul sito del Palazzo Riccardo, dalla famiglia De Sanctis.
Anche se il palazzo è stato danneggiato dagli ultimi eventi bellici, di notevole presenta ancora il bugnato angolare e due portali in pietra su uno dei quali è ancora posto, perfettamente conservato, lo stemma gentilizio in pietra della famiglia De Sanctis. Il palazzo alla fine del 1500 ospitò ripetutamente Margarita d’Austria e in esso la duchessa morì nel gennaio del 1586.
Propr.:

PALAZZO MIGNOTTI - Corso Matteotti n. 65-69

Palazzo della famiglia Mignotti, venuta in Ortona da Alessandria agli inizi del secolo XVII, successivamente passata alla famiglia Mancini. Presenta una interessante facciata in mattoni con un ordine di finestre circolari, unico esempio dell’architettura ortonese.
Propr.: Dott. Rosario Grilli – Milano

PALAZZO PUGLIESI - Corso Matteotti n. 55-63

Dell’antico palazzo si conserva, per lavori recentemente eseguiti sull’intera struttura, soltanto l’interessante facciata in mattoni.
La sua costruzione dovrebbe risalire intorno alla metà del XVII secolo. Nel XIX secolo fu sede della scuola privata del dotto canonico Domenico Pugliesi che fu anche Deputato al parlamento napoletano. Si ha notizia che in alcune sale esistevano affreschi del pittore ortonese Arcangelo Ciampoli.
Propr.:

PALAZZO VESIJ-CASTIGLIONE - Piazzetta dei Pescatori n.27

Palazzo della famiglia Vesij-Castiglione passato alla famiglia De Sanctis nella prima metà del ‘700 quando Silvestro De Sanctis sposò Giacinta Vesij-Castiglione.
Il palazzo conserva interessanti elementi architettonici originali come il portale in pietra e, all’interno del cortile, la cisterna con un magnifico anello in pietra.
Propr.:

PORTALE PALAZZO GERVASONI - Via Cavour n. 14

Il portale conserva parte della struttura muraria originale e un interessante portale a bugnato risalente al XVII Secolo.
Appartenuto alla famiglia Gervasoni originaria di Bergamo, stabilitasi in Ortona agli inizi del ‘600, passo’ in seguito alla famiglia Priori, poi ai De Dominicis e infine agli Onori.
Propr.:

PORTALE PALAZZO QUATRARI - Piazza Risorgimento n. 4

Con ogni probabilità risale alla prima metà del XVI secolo. Quasi certamente il palazzo appartenne alla famiglia Quatrari,originaria di Sulmona, stabilitasi in Ortona nel XV secolo ed estintasi nella prima metà del XVI secolo.
Dal palazzo resta di interessante il solo portale in pietra.
Propr.:

PORTALE ROSICA - Piazza S. Tommaso n.14

Anticamente di proprietà di un ramo della famiglia De Sanctis, passo’ successivamente ai Serafini i quali, nella seconda metà dell’ Ottocento provvidero ad eseguire consistenti lavori di restauro.
Presenta tuttora un bel portale in pietra.
Propr.:

PORTALE VIA MOROSINI - Via Morosini n. 14

Interessante portale in pietra simile a quello del Palazzo Rosica, con chiave di volta con stemma nobiliare non identificabile in quanto irrimediabilmente rovinato.Conserva anche un piccolo cortile in parte modificato.
Propr.:

TEATRO VITTORIA - Piazza del teatro

Costruito nel 1929 su disegno dell’ ing. Tommaso Pincione, fu inaugurato nel febbraio del 1930.
Interessante soprattutto la facciata di evidente ispirazione neoclassica dove due corpi laterali, coronati da frontoni, evidenziano la struttura centrale costituita da due ordini di colonne abbinate divisi da una balconata.
La parte decorativa e’ ispirata agli stili dorico, per il colonnato a piano terra e corinzio per l’ ordine di colonne superiore compresa la trabeazione, con perfetto impiego degli elementi propri di questi stili.
Propr.:Fratelli D’Alleva

TORRE BAGLIONI - Via Gabrile D’Annunzio n. 4

Appartenne dapprima alla famiglia Bernardi, poi al Salzano De Luna e, agli inizi dell’Ottocento, alla famiglia Baglioni che dopo l’Unità d’Italia si trasferì a Chieti. La sua struttura, a forma quadrangolare, si ergeva ai margini della cinta muraria nei pressi della Porta della Marina.
Propr.: Antonio Valentinetti – Ortona

TORRE MUCCHIA - Contrada S. Marco

Sorge a quattro chilometri a nord della città sul promontorio che domina il Lido Riccio. Fu fatto edificare dal Viceré di Napoli Don Alfan nella seconda metà del XVI secolo, insieme a diverse altre dislocate lungo tutta la fascia litoranea abruzzese, come luoghi di avvistamento per prevenire eventuali attacchi da parte delle soldatesche turche che in quei tempi infestavano il mare Adriatico attaccando le città e mettendole a ferro e a fuoco. Nel XVIII secolo la torre servì come posto doganale.
La sua struttura in mattoni, ben conservata, è a forma tronco-piramidale a base quadrata.
Propr.:

TORRE RICCARDI - Corso Matteotti n. 41

Torre risalente approssimativamente al XV secolo, l’unica parte rimasta del palazzo della famiglia Riccardi cacciata da Ortona all’inizio del XVI secolo. La sua alta struttura è visibile nel disegno della città risalente al 1590.
Propr.:

VECCHIO EPISCOPIO - Via Episcopio n.6

Fu fatto edificare da Mons. Domenico De Dominicis all’inizio del XVIII secolo. La sua struttura, conservata nella sua forma originale, è stata recentemente restaurata a cura della Diocesi Lanciano-Ortona che ne ha fatto dono poi alla Parrocchia di S. Tommaso.
Propr.: Parrocchia di S. Tommaso

TERRAVECCHIA

Costituisce il nucleo originario della città. Sorge sul perimetro dell'Urbs romana, allungamento del villaggio illirico-frentano, ed è- identificata da viuzze strette, arricchite da archi caratteristici, che si aprono improvvisamente su scorci di mare. Centro propulsore delle attività marinare, Terravecchia si è sviluppata nel Medio Evo (XII-XV sec.) tra la Cattedrale (riedificata nel 1127), il Castello Aragonese (1450~70) e il Palazzo Farnese (iniziato nel 1584), che con quello comunale (anticamente dell'Università e della Colle) fungono da cerniera con il rione di Terranova. La parte più antica è individuabile nella zona compresa tra il Parco Ciavocco (polmone verde al cospetto del mare) e Corso Matteotti, con il caratteristico Vico Bonelli e la Torre Baglioni (XIII sec.), già dei Bernardi. Tardomedievale, invece, è la zona compresa tra Corso Matteotti e la Passeggiata Orientale (aperta sulla Rípa Grande nel 1882) da cui si gode uno splendido panorama- essa presenta un impianto viario a maglie leggermente più ampie attorno a via Leone Acciaiuoli su cui si affaccia il secentesco Palazzetto de Benedictis, già dei Vesij-Castiglione (belli il portale e la cisterna con un magnifico anello) e da dove inizia la scalinata dei Pescatori. L'arteria principale, l'antica strada grande oggi Corso Matteotti, si è arricchita, durante i secoli di numerosi palazzi: Corvo (XVI-XVII sec.), pervenutoci pressocchè integro e con un bel soffitto ligneo a cassettoni; Menè (XVII-XVIII sec.) già dei Fonzi Cruciani; Colangelo, con il suo caratteristico cortiletto tardo rinascimentale; Mignotti (XVII sec.) dall'interessante facciata con mattoni a vista; Grilli-de Sanctis (XVII sec.) dai bei balconi con ringhiere in ferro battuto e un ampio salone con affreschi settecenteschi); Pugliesi (metà XVII sec.) e de Sanctis (con elementi architettonici quattrocenteschi). Si affacciano, invece, sul piano antistante la Cattedrale i palazzi Rosica-de Sanctis (XVII-XVIII sec.) dal bel portale in pietra e Mancini-de Sanctis (XVI sec.) dove nel 1586 cessò i suoi giorni Margarita d'Austria. Sono ancora da segnalare il Convento Agostiniano (poi Seminario Diocesano) con il portale in arenaria del XV-XVl sec.; l'ex-Palazzo Vescovile (1770), la Torre dei Riccardi (XIV-XV sec.); il duecentesco campanile di S. Francesco unica testimonianza pervenutaci della presenza dei Padri Conventuali in Ortona con un'ala del convento divenuto nel secolo scorso Palazzo de Benedictis, dove nacque Luisa madre di Gabriele d'Annunzio, che conserva nel cortile, l'antico chiostro, l'anello in pietra della cisterna- i palazzi Quatrari (con il portale della prima metà del XVI sec.), Gervasoni (XVII sec.) e diversi altri con i portali in bugnato rustico e gli anelli da cisterna.

TERRANOVA

E l'altro rione sorto all'interno dell'antica cinta muraria, dove già dal XII secolo sorgevano edifici religiosi attorno ai quali si svilupparono successivamente piccoli borghi e contrade. Si è ampliato maggiormente tra il XV ed il XVII secolo assumendo un impianto viario ortogonale a maglie larghe tipico del Rinascimento spagnolo. Sul Corso Vittorio Emanuele (l'antica strada grande) e -nelle strade interne si affacciano diversi palazzi (anch'essi con portali in pietra ed interessanti anelli da cisterna) espressione di quella borghesia mercantile e professionista che dal X-VI sec. soppiantò economicamente l'antica nobiltà terriera (relegata a Terravecchia). Si segnalano i palazzi appartenuti ai Verratti (XVII sec.) con il grande balcone dalla ringhiera in ferro battuto), ai Licini, ai de Lectis, ai Berardi (1702), ai Petroni (XVIII sec.) ai Lavalle-Castiglio,ne (XVIII sec.) ai de Fabritiis, ai Mazzoccone (1870), ai baroni Bernardi (XVI sec.) e la facciata della ex Chiesetta di S. Biagio (XV-XVII sec.). Gli edifici più imponenti del rione restano comunque la chiesa di S. Maria delle Grazie, il più recente Teatro Vittoria (1927) ma sopratutto il complesso architettonico, realizzato tra il XII ed il XVII secolo, e composto dall’Oratorio del Crocefisso, dalla Chiesa di Santa Caterina e dal monastero delle Cistercensi.

Solo nell’ultimo dopoguerra si sono sviluppati in maniera consistente gli altri quartieri all’esterno dell’antica cinta muraria: quello del Carmine a nord, in corrispondenza dell'antica porta della Buccíaria, verso gli antichi conventi dei Carmelitani e dei Cappuccini. di Costantinopoli, sull'omonimo colle che domina il mare, in direzione sud, verso l'ex convento dei Celestini, ora Chiesa dedicata a Santa Maria di Costantinopoli; San Giuseppe sorto su un'ampia area pianeggiante, ad ovest del nucleo storico, individuata per la realizzazione dei primi insediamenti abitativi post bellici, si contraddistingue per la regolarità dell'impianto viario geometricamente lineare. Negli anni settanta le nuove esigenze urbanistiche ed abitative hanno imposto la scelta di una nuova zona di espansione per l'edilizia civile al di là delle vallate che cingono il promontorio Ortonese. E nato, così, il nuovo quartiere Fontegrande, caratterizzato da una moderna edilizia prevalentemente residenziale, che conta oggi circa quattromila abitanti. Ai margini della nuova realtà urbana è stato edificato il nuovo ospedale civile ed individuata, a ridosso della strada statale di circonvallazione urbana, un’area destinata all’insediamento di attività commerciali e terziarie, sia pubbliche che private.

BIBLIOTECHE

- Biblioteca Comunale
Con i suoi 50.000 volumi costituisce una realtà sentita ed importante. Fondata nel 1908 dal Circolo di Cultura Popolare, viene acquisita dal Comune nel 1927.E’ situata al 1° piano di Palazzo Farnese, ed è di rilevante interesse provinciale per quanto attiene le attività di promozione del libro e della lettura verso le fasce infantili e giovanili.
Coordina il Sistema Bibliotecario Urbano composto da oltre 15 punti di lettura nelle frazioni della città, e collocati in associazioni culturali e servizi pubblici. La Biblioteca Comunale coordina anche il sistema bibliotecario delle biblioteche scolastiche delle scuole di Ortona.
- Biblioteca Capitolare San Domenico
Situata presso la chiesa S. Domenico, in largo Castello, ha un patrimonio di circa 10.000 volumi, tematizzati su argomenti religiosi e di cultura locale e regionale.
- Biblioteca Musicale dell'Istituto Tostiano
Biblioteca specializzata in documenti musicali, con fondi multimediali e bibliografici sull’ argomento.
- Biblioteca del Mare
Sezione separata, localizzata in Via Cavour, a sezione tematica. Circa 2000 tra volumi e videocassette.

MUSEI

- Pinacoteca Cascella sito in Palazzo Farnese, aperto al pubblico nell’ intero anno. All’ interno sono conservate ed esposte le opere di Michele Cascella e suo padre Basilio. LA pinacoteca è riconosciuta ai sensi della L. R. n°44/1992.
- Museo Nazionale Tostiano, museo che raccoglie spartiti originali e documenti, prevalentemente musicali, di Francesco Paolo Tosti.Il museo ha sede presso il Palazzo Corvi, ed è riconosciuto ai sensi della L. R. n°44/1992. E’ aperto al pubblico nell’intero anno
- Museo della Cattedrale di San Tommaso, museo di arte religiosa con una sezione archeologica, collocata all’ interno della Cattedrale S. Tommaso.
- Istituto d'Arte Contemporanea, ha sede in Palazzo Farnese, gestisce la Pinacoteca Cascella, e organizza mostre d’ arte nel Palazzo.
- Museo della Battaglia di Ortona, Istituito di recente, verrà allestito entro l’ estate presso il complesso monumentale di S. Anna e aperto al pubblico per l’intero anno. E’ stata inoltrata la richiesta di riconoscimento ai sensi della L. R. n° 44/1992

MANIFESTAZIONI

Dicembre/Aprile Stagione teatrale ATAM
Gennaio Il Sant'Antonio / Vaporetto - San Sebastiano
Marzo/Aprile Concerto della Domenica delle Palme / Processione del Venerdì Santo
Maggio Il Perdono di San Tommaso Apostolo
Giugno Concorso per Pianoforte e Chitarra
Luglio/Agosto Passeggiata Musicale / Estate Ortonese: musica, teatro e folklore / Concerti "Al Dolce Vento dei Fiati" / La Maggiolata / Concorso Internazionale di Canto "F.P.Tosti"
Settembre Concorso di Pittura Estemporanea "B. Casceiia" / Rassegna delle Uve da Tavola e dei Vini d'Abruzzo / Corsi di Musica da Camera con allievi inglesi e giapponesi / Mostra Ex Libris
Novembre Concerto Cascina lirica / Biennale di Liuteria nel Mezzogiorno
Dicembre Concerto di Natale / Celebrazioni Battaglia di Ortona
Dicembre/Gennaio Mostra "La Natività nell'Arte e nel Presepe"

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