Abstract

GIANNI RODARI
Omegna (Novara) 23d October 1920 - Rome 14th April 1980.

Journalist, novelist, pedagogue but above all a fairytale writer. Worthily, he wins in 1970 the Andersen Award, the most important international prize for children's literature.
Gianni is a very sensible and lonely little boy. At school he is always the best and in 1941 he starts teaching. He says: "I was certainly a bad teacher but probably not unpleasant because I was a good storyteller…"
His enormous intellectual curiosity leads him to authors like Nietzsche, Stirner, Schopenhauer, Lenin and Stalin. Marxism becomes a sort of a world conception. After the fall of the Fascism, Rodari approaches the Communist Party (1944).
The weekly communist magazine "Ordine Nuovo" calls for him and he discovers his journalistic vocation. In 1947 he works in Milan for the newspaper "l'Unità", as a reporter. This is the period when he starts writing stories for children. The Communist Party decides in 1950 to publish a weekly magazine for children "il Pioniere" and Gianni Rodari moves to Rome for the direction of it. Here he lives till the end of his days. Two of his works get published "Il libro delle filastrocche" (1950) and "Il romanzo di Cipollino" (1951). He marries Maria Teresa Ferretti in 1953 and Paola his daughter is born in 1957. He goes back to "l'Unità", directed by Ingrao but after only one year (1958) he changes to "Paese sera". Now he is a professional journalist and works with satisfaction. Einaudi publishes in 1960 "Filastrocche in cielo e in terra" and he gets more and more famous. Too much work in the seventies changes everything. He is nervous and tired. Education and school problems are now his main interests. He assumes the direction of the "Giornale dei genitori". During these years Gianni visits Russia and Cina and in 1979 on the return from Russia he accuses circulatory problems. On the 14th of April in 1980 he dies.
What has Gianni Rodari taught us?
His contribution to teachers has certainly been a new and different way to work with children and he has shown that it is possible for parents to enrich the relationship with their proper children becoming more communicative and available. Gianni Rodari's gift to everybody is his fantasy, his humour but especially his optimism.
GIANNI THANK YOU

Vince nel 1970 il Premio Andersen, il più importante riconoscimento internazionale nel campo della letteratura per l'infanzia che lo rende noto in tutto il mondo.
I genitori di Gianni erano lombardi, il padre, rimasto vedovo si risposa con Maddalena Aricocchi, la madre di Gianni. Papà Giuseppe, fornaio di mestiere, scompare nel 1929. Padre e figlio erano molto legati e fu un duro colpo. Gianni è un bambino sensibile e piuttosto solitario con una corporatura minuta e dice di se stesso: "un gran bel bambino, io, non lo sono mai stato: ero piccolo, magro, anemico, e tale mi vedo nelle fotografie della mia infanzia…"
Dopo la morte del marito la madre decide di trasferirsi con Gianni e Cesare, il secondogenito, presso una sua sorella nubile a Gavirate nel varesotto. Il piccolo Gianni frequenta la scuola elementare a Gavirate e si distingue subito per gli ottimi risultati. Entra in seminario a Seveso a 11 anni ed è sempre il primo della classe. Lo lascia nel 1934 a 14 anni per poi frequentare l'Istituto Magistrale Manzoni a Varese tra il 1934 e il 1937, nello stesso tempo si dedica anche allo studio della musica (violino). A soli 17 anni consegue il diploma magistrale e prosegue gli studi alla facoltà di lingue all'Università Cattolica di Milano, ma poi li abbandona. Rodari, diventato maestro dopo aver vinto un concorso inizia a insegnare nel 1941. Dice: "debbo essere stato un pessimo maestro, ma forse non antipatico ai bambini perchè sapevo inventare storie".
Già durante gli anni scolastici la sua curiosità intellettuale è grande e le opere di Nietzsche, Stirner, Schopenhauer, lo portano ad approfondire il marxismo come concezione del mondo. Nel 1940 quando l'Italia entra in guerra, non viene chiamato alle armi perchè dichiarato rivedibile per ragioni di salute, ma deve prestare servizio presso l'ospedale di Baggio, a Milano. Dopo meno di un mese fugge ed entra a far parte della Resistenza.
Con la caduta del fascismo Rodari si avvicina al Partito Comunista, e insieme arriva la scoperta della vocazione giornalistica quando viene chiamato a dirigere il giornale l'"Ordine Nuovo" un settimanale comunista. Lascia nel 1947 la rivista e va a lavorare all'"Unità" a Milano, dove diventa primo cronista, poi capo cronista e inviato speciale. E' in questo periodo che inizia a scrivere racconti per bambini, pubblica anche sotto pseudonimo di Francesco Aricocchi. Racconta: "cominciai, per caso e senza intenzioni serie, a scrivere per bambini, il materiale confusamente e distrattamente accumulato durante l'insegnamento, e ormai convenientemente digerito dalla coscienza e dalla fantasia, funzionò come una piccola, per me preziosissima rendita".
Rodari aveva già pubblicato diversi racconti (1936) sul settimanale cattolico l'"Azione Giovanile". Mentre lavora per l'"Unità" viene istituito il "Giornale della domenica", un angolo per i bambini, e firma ora le sue filastrocche ,"Lino Picco". Collabora anche con il settimanale "Vie Nuove". Nel 1950 il Pci decide di pubblicare un settimanale per bambini, il "Pioniere" e lui si trasferisce a Roma per dirigerlo.
In questi anni vengono pubblicati "Il libro delle filastrocche" e "Il romanzo di Cipollino". Compie anche numerosi viaggi in Urss e in Cina. Sposa nel 1953 Maria Teresa Ferretti e nel 1957 nasce sua figlia Paola. Torna a lavorare presso l'"Unità" diretta da Ingrao ma passa dopo un anno (1958) a "Paese sera" dove rimane fino alla morte.
L'instancabile Gianni supera anche (1957) l'esame da giornalista professionista. Finalmente si sente soddisfatto. Affianca al lavoro di scrittore per l'infanzia quello di un giornalismo non partitico.
Tutta la sua produzione degli anni '50 viene quasi completamente ignorata dalla critica, ma da quando Einaudi nel 1960 pubblica "Filastrocche in cielo e in terra" la sua fama aumenta sempre di più.
Gli anni '60 furono sicuramente per Rodari i più felici. Scrive per numerosi giornali e settimanali ma la grande mole di lavoro negli anni '70 manda in crisi Rodari sia fisicamente che psicologicamente. Il lavoro a "Paese sera" non lo interessa più. E' esaurito e nervoso. Il suo interesse ora è rivolto verso l'educazione dei bambini e i problemi della scuola e assume la direzione del "Giornale dei genitori".
Dopo un viaggio in Urss nel 1979, Rodari viene ricoverato per problemi circolatori e il 14 aprile 1980 si spegne.

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