Un lavoro ...

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C'è una scuola grande come il mondo
Ci insegnano maestri, professori,
avvocati, muratori,
televisori, giornali,
il sole, i temporali, le stelle.
Questa scuola è il mondo intero
Quanto è grosso:
apri gli occhi e anche tu sarai promosso.

Rodari è stato, in tempi diversi, etichettato poeta, pedagogo, giornalista, narratore e molto altro.

Temiamo che la concezione di " scrittura inventiva" come "formalizzazione, al più alto livello possibile, di un discorso di tipo intellettuale" possa ritenersi fondata solo in riferimento ad una precisa fase storica della creatività artistica, quelle in cui la tradizione ha operato una splendida quanto ultima cristallizzazione, sublimazione, autorappresentanza della sua differenza rispetto a forme di sapere nuove, strutturata su altrettanto nuova forma di vita.
A. Abruzzese: " Il nuovo immaginario" , 1989.

Ed ancora un intellettuale rivoluzionario, per quanto atipico - per quei tempi - nel rivendicare comportamenti politici e valori schierati, ed insieme nel tirarsi fuori da schemi, ideologie e dogmi.

Al tronco di una solida e sicura formazione politica di natura marxista va ad innestarsi una vivace ed intelligente attenzione alla cultura nuova che a partire dalla seconda metà degli anni cinquanta fa conoscere in Italia i termini più recenti della ricerca nel campo delle scienze linguistiche e della comunicazione di massa, della psicologia e psicanalisi, dell'antropologia.
(Carmine De Luca, Introduzione, in G. Rodari)

Resta famosa la polemica che lo contrappone a Nilde Jotti e dunque a Togliatti, nel periodo in cui Rodari è direttore del <<Pioniere>> periodico per ragazzi emanazione de "L'Unità".
Nel 1951 si discute alla camera una legge per la moralizzazione della stampa per ragazzi ed è a questo riguardo che Nilde Jotti scrive su "Rinascita" un articolo dove viene contestata la legittimità e l'efficacia di una legge simile, però attacca di petto la capacità educativa o culturale del " fumetto" accusandolo di distogliere dalla lettura. In questa occasione Rodari si risente:

"- Su questo punto mi pare che la Jotti non abbia tenuto conto della realtà di oggi, qui, in Italia, e perciò abbia fatto dell'Accademia"-…

Alcuni punti che esprimono il suo pensiero sui fumetti

- come mezzo di trattenimento o passatempo, possono soddisfare pienamente solo menti culturalmente ancora povere (i bambini) o rimaste povere (perché tagliate fuori dalla cultura,d alla scuola- non per colpa loro);
- per un bambino, fino a otto nove anni, sono una lettura sufficientemente stimolante, che impegna la loro immaginazione in misura notevole - un ragazzo o un adulto, dovrebbero essere in grado di apprezzare letture più ricche, cibi più nutrienti, operazioni mentali più impegnative (se non sono non è colpa loro);
- i contenuti dei fumetti sono determinati dal carattere commerciale delle pubblicazioni che li diffondono; i fumetti sono un grande "affare", che frutta miliardi; sono una merce - e tutto nei fumetti diventa "merce" (la fantasia, l'avventura, il sesso eccetera);
- la lettura , esclusiva, intensa, quasi morbosa dei fumetti porta - secondo me - le persone al disimpegno morale, intellettuale, politico, sociale; le rende succubi di una sottocultura antidemocratica; le fa vittime della "mercificazione";
- non si debbono proibire i fumetti, nemmeno i peggiori
- per i bambini e i ragazzi può essere abbastanza divertente e utile fare essi stessi i loro fumetti: inventare le storie, sceneggiarle, disegnarle; così essi scoprirebbero le reali possibilità espressive del mezzo.
( tratto da M.Argilli: Gianni Rodari Una biografia; Einaudi 1990)

Ecco che il Rodari, sconosciuto ai più, negli anni "cinquanta" conosce negli anni "60" una grande stagione creativa, è questa la stagione delle sue fiabe e romanzi dove maggiormente ha alimentato "il coraggio e di sognare in grande…"-

Filastrocca
Corta e gaia,
l'abbaino
non abbaia,
la botte più grossa
non è un bottone,
la mela più grossa
non è un melone,
ed il mulo
più piccino
non sarà mai un mulino.


Da qui riflessioni pedagogiche con contaminazioni e viaggi da Piaget a Bruner a Novalis verso il riconoscimento del diritto alla creatività e al gioco trenta anni prima che tale diritto venisse riconosciuto dalla Convenzione ONU di New York.

L'atteggiamento di Rodari verso l'infanzia si colloca a mezza strada tra "rispetto"-" il dovere di rispettare nel bambino il bambino"e "storicizzazione."- "un bambino di cinque anni del 1967 è già diverso da un bambino di cinque anni del 1965.-"
Franco Cambi : Collodi, De Amicis, Rodari tre immagini d'infanzia, ed. Dedalo 1985)


"Un sasso gettato in uno stagno suscita onde concentriche che si allargano sulla sua superficie, coinvolgendo nel loro moto, a distanze diverse, con diversi effetti, la ninfea e la canna, la barchetta di carta e il galleggiante del pescatore … Non diversamente una parola, gettata nella mente a caso, produce onde di superficie e di profondità, provoca una serie infinita di reazioni a catena, coinvolgendo nella sua caduta suoni e immagini, analogie e ricordi, significati e sogni…"
(Grammatica della fantasia,ed Einaudi 1977)

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