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STORIA
 
 
 
XVII - XIX sec.
L'età della Riforma Cattolica, nel primo Seicento, fu ricca per attività civili e culturali, anche per la presenza di ben nove conventi, di cui uno femminile: le Suore Cistercensi di S. Caterina.
 
Mappa inglese del XVII sec.
L'Università di Ortona (questo era il nome del Comune, prima della Rivoluzione Francese) benché sotto il dominio del Viceré spagnolo di Napoli, godeva di una larga autonomia decisionale, pur con la presenza del governatore, nominato dai Duchi Farnese. Nasce e si sviluppa una borghesia mercantile che supera le difficoltà dovute a grandi catastrofi come, ad esempio, la pestilenza del 1656, che decimò la popolazione, allora di circa 4000 abitanti, e i continui passaggi (all'epoca vere calamità) di soldati.
 
Disegno del 1703
Nell'Onciario del 1751 vengono elencate tutte le famiglie residenti in Ortona con i loro beni e le loro attività economiche: dal documento emerge una società, per l'epoca, viva dinamica ed aperta. Del resto, la popolazione ortonese ha dimostrato nei secoli diessere disponibile alle immigrazioni: questa apertura è dovuta probabilmente alla presenza del porto, una finestra aperta nel mondo in secoli in cui tante città erano uno spazio chiuso. Il richiamo alla propria tradizione di vita politicamente caratterizzata da una forte autonomia delle istituzioni fu presente nella rivolta antifrancese del febbraio 1799, quando la popolazione ortonese dal 3 al 18 febbraio chiuse le porte ai sanfedisti e ai francesi, credendo illusoriamente di poter ripristinare gli antichi diritti medioevali, con la convocazione del parlamenteo dei capifamiglia. Il tentativo fu pagato con decine e decine di morti e il saccheggio da parte dei francesi.
 
Cartografia Ottocentesca
Nel periodo napoleonico e durante la restaurazione borbonica Ortona seguì la sorte di tante cittadine abruzzesi. Tra il 1801 e il 1813 fu oggetto di numerose incursioni della marina militare inglese. Dal 1829 al 1854 ci furono timide iniziative antiborboniche grazie ad un gruppo di patrioti affiliati alla carboneria. Nel 1848 fu eletto al Parlamento Napoletano il anonico, di idee liberali, Domenico Pugliesi. Il 9 settembre 1860 il Decurionato (Consiglio Comunale) di Ortona all'unanimità delibera l'adesione al Regno d'Italia, o meglio al Governo di Garibaldi, prima della battaglia di Castelfidardo (18 settembre) e di quella del Volturno (1-2 ottobre).
 
Mappa del 1830
Il fenomeno del brigantaggio fu molto diffuso nelle zone rurali almeno sino al 1863; proprio in quegli anni si andava ultimando la tratta Ortona-Foggia della ferrovia adriatica. Al 1869.70 risalgono i primi stabilimenti balneari, sintomo della vocazione turistica della città. Sede di collegio elettorale, Ortona elesse al Parlamento nazionale, tra gli altri, Gabriele D'Annunzio (ortonese da parte di madre) nel 1897.
 
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