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Parte I
Ortona terra d'arte e d'artisti. E' questa la definizione più consona per una città che sebbene soggetta più volte nel corso dei secoli ad incendi e distruzioni, conserva ancora un ricco patrimonio artistico, benché poco conosciuto. Nella seconda metà del '500, proprio dopo l'incendio e la distruzione della città ad opera armate turche, artisti locali e forestieri danno il meglio per la ricostruzione del patrimonio irrimediabilmente perduto. Le case dei nobili tornano a riempirsi di ceramiche e suppellettili provenienti da Faenza e Castelli, mentre proliferano le commissioni per l'esecuzione di opere pittoriche sia per privati che per l'ornamento degli antichi edifici sacri. Al pittore ortonese Camillo de Fabritiis (prima metà del XVI sec.-1609) che operava insieme al fratello Tommaso, si affiancarono così pittori provenienti da altre città, quali Felice Sartorio da Manoppello, Giovan Paolo Di Donato dall'Aquila, Luca Fornace da Castiglione della Valle (PG). Di questi autori la furia devastatrice dell'ultimo conflitto bellico ha risparmiato solo poche opere. L'Apparizione di Gesù a San Tommaso del 1584 firmata da Luca Fornace, nella chiesa di S. Maria di Costantinopoli dove è anche conservata una tela, attribuita al veneto Giovan Battista Rusconi, l'Annunciazione del 1583. Dello stesso periodo è anche una terza tela presente nella stessa chiesa, La Predicazione di San Giovanni il Battista, di ignoto autore. Altre due opere attribuite al Rusconi, La Crocefissione e La Natività, entrambe del 1581, si trovano nel Museo Capitolare, attualmente in fase di ristrutturazione. Cospicua ed interessante si presenta, poi, l'attività artistica nel XVII secolo.
 
Tela Trecentesca
L'ortonese Tommaso Alessandrino (1570-1640), arricchisce con le sue opere molte chiese dell'area chietina, a cui la cattedrale di Lanciano ove ancora si conserva un'Ultima Cena del 1601. Per gli edifici sacri di Ortona realizza molte opere delle quali rimangono solo quattro nel Museo Capitolare: L'Assunta e San Tommaso del 1627, La Deposizione del 1629, I tre Regni dell'oltretomba del 1631, ed infine San Bernardo del 1632. Nella Cripta della Cattedrale di San Tommaso, la cassetta in rame dorato, contenente le sacre reliquie dell'Apostolo è decorata con un'effige del Santo eseguita dall'Alessandrino nel 1612. Nel 1622, proveniente da Venezia, giunge in Ortona il pittore polacco Sebastiano Majeski (1585-1660), che esegue un ciclo di affreschi, andati purtroppo distrutti, con storie della vita della Madonna, nel chiostro del convento di Santa Maria delle Grazie, mentre per l'ornamento della chiesa realizza una tela, Gesù flagellato, attualmente sistemata nella prima cappella alla sinistra di chi entra. Nel 1630 circa, il pittore di origine bergamasca Giovan Battista Spinelli (1607-1657) esegue un bellissimo trittico, appena restaurato (primavera 1997), L'Incoronazione di Maria, per l'altare maggiore della chiesa della SS. Trinit?. Lo Spinelli, che durante i suoi soggiorni a Napoli entrò in contatto con lo Stanzione e il Caracciolo, ha eseguito poi in Ortona altre opere per la Chiesa del Carmine, di cui si conserva ora nel Museo Capitolare un San Giuseppe con San Luigi, e la splendida tela di Santa Caterina d'Alessandria, per l'omonima chiesa. Diverse anche le opere risalenti al XVIII secolo, conservate nel Museo Capitolare, ma allo stato attuale delle ricerche ancora di ignoto autore. Sappiamo per certo che nel 1747 il pittore chietino Donato Teodori affrescò la volta della chiesa di Santa Maria delle Grazie (distrutta dalla guerra), mentre nel 1762 l'ortonese Pasquale Bellonio (1698-1786) realizzò una Crocefissione attualmente posta nella Cappella di San Tommaso. Nel 1826 l'ortonese Fulgenzio Lavalle (1792-1837) ha eseguito la tela di S. Rocco, nella chiesa omonima in cui si conserva anche un quadro di Santa Brigida, probabilmente dello stesso autore. Il Lavalle, socio della Pontificia Accademia di San Luca a Roma, dove studiò e si perfezionò in pittura e architettura, è l'autore di un ritratto (1826) del Vescovo De Dominicis per la Cattedrale di San Tommaso che nel secolo scorso è stata rimodernata ed arricchita con molte opere.
 
Rilievi a stucco di V. Perez
 
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