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Parte II
Per questa ragione lo scultore Vincenzo Perez di Ortona (1815-1890) fu richiamato da Roma, dove collaborando con gli architetti Poletti e Valadier stava partecipando alla sistemazione dei complessi del Pincio, di Piazza del Popolo e alla ricostruzione della Basilica di San Paolo, e fu incaricato di eseguire gli stucchi e le dorature per la Cattedrale. Nel 1839 l'artista porta a compimento le opere a rilievo per la Cappella di San Tommaso di cui oggi, dopo le distruzioni belliche, rimangono solo le figure a stucco de I quattro Evangelisti nelle vele della cupola. Nel 1845 il Perez realizza le sue opere più belle nella Cappella del Sacramento: L'ultima cena, nel capaltare, Gesù e i fanciulli, sulla parete sinistra, Abramo e Isacco, Il Profeta Elia, Il Re Melchisedec, Caino e Abele, tondi alle vele della cupola, scene della vita di Gesù, nella cupola. Nell'anticappella i quattro piccoli tondi, San Francesco Saverio, San Francesco d'Assisi, San Francesco Caracciolo e San Francesco di Paola, sono opere eseguite a fresco nel 1845 da Pasquale Quadrini da Ripa Teatina. L'ortonese Nicostrato Gizzarelli, sempre nella Cattedrale di San Tommaso, ha dipinto nel 1860 sette tele ovali ad olio per l'abside, di cui ora rimangono solo quelle di San Tommaso e San Paolo. Nel secolo scorso si distinsero pure nell'arte gli ortonesi Arcangelo Ciampoli e Florideo Cincinnati, ma rare sono le opere oggi rintracciabili. Arcangelo Ciampoli (1835-1902), valente artista e professore, operò molto a Napoli a stretto contatto con artisti di fama. Di lui si conserva l'opera Cristoforo Colombo confortato dalla figlia nella Pinacoteca di Capodimonte a Napoli. Fiorideo Cincinnati (1829-1885), dopo vari soggiorni a Napoli, ove fu allievo di Filippo Palizzi, realizzò varie opere in Ortona, tra cui alcuni affeschi del Palazzo Pugliesi in Corso Matteotti, e dipinti sacri, purtroppo perduti nel tempo, per le chiese del Carmine, del Purgatorio e di Santa Maria di Costantinopoli. Del Cincinnati nel Museo Capitolare si conservano un quadro ad olio di Pastorelli Abruzzesi, un disegno ad inchiostro, un acquerello e due sanguigne.
 
San Tommaso di B. Cascella
Nella seconda metà dell'800 si stabilisce in Ortona, rimanendovi per un lungo periodo, Basilio Cascella (1860- 1950), capostipite di una famiglia di artisti nota in tutto il mondo. Di lui rimangono oggi in città il pannello in ceramica con il ritratto di F.P. Tosti nel Palazzo Municipale, e la grande tela di San Tommaso che tocca il costato del Cristo risorto (1944) nella Cattedrale, oltre ad alcune opere nella Pinacoteca Cascella a Palazzo Farnese. Ortona ha dato i natali a Michele e Tommaso Cascella, entrambi figli di Basilio.
 
Partenza da Schio di T. Cascella
 
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