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Cenni storici
All'interno dell'urna di rame dorato posta nel vano dell'altare della cripta sono conservate le Reliquie dell'apostolo di Cristo San Tommaso. Il 6 settembre 1258 il concittadino Leone, navarca di tre galee ortonesi (nel ritorno vittorioso dal Mediterraneo orientale, dopo la guerra combattuta per comando del re Manfredi alleato con la repubblica di Venezia contro i genovesi) portò a Ortona le Ossa di S. Tommaso. L'apostolo, dopo aver evangelizzato i Parti, i Medi, gli Ircani, i Battriani, i Margiani, (anni 42-49) si era diretto in India (Malabar, 53-60 e Co romandel), e in questa regione (Mylapour sobborgo di Madras) aveva subito il martirio tra il 68-72. Trasportate dapprima a Edessa di Mesopotamia il 3 luglio 230 le Reliquie furono collocate - all'epoca delle Crociate e delle persecuzioni mussulmane (1144) - nell'isola di Kios (Scìo, arcipelago greco) dove rimasero, appunto, fino al 1258. Le tre galee ortonesi che avevano partecipato alla spedizione militare organizzata da Manfredi principe di Taranto in appoggio ai veneziani, i quali da lungo tempo erano in lotta contro i genovesi per il controllo delle due principali rotte seguite dalle navi dei mercanti che svolgevano traffici con l'oriente - fecero trionfale ritorno nel porto di Ortona al comando del locale navarca Leone. All'abate Jacopo, che in quell'anno era Arciprete della chiesa madre dedicata a S. Maria Regina degli Angeli, il pio Leone consegn? la cassetta delle Reliquie e la pietra tombale dell'Apostolo, ora esposta sul pavimento dietro l'altare, che da lui era no state trafugate nell'isola di Scio durante i saccheggi seguiti ad un'azione bellica. L'anno successivo gli ortonesi mandarono il giudice Guglielmo a ricercare la verità intorno al corpo di San Tommaso. Il 22 settembre 1259, infatti, notar Nicola di Bari, essendo giudice a contratti Giovanni Pavone, redasse in forma solenne un atto pubblico per raccogliere la testimonianza di alcuni prigionieri provenienti da Scio e trattenuti a Bari, testimonianza che concorda con quanto Leone aveva riferito all'abate Jacopo. Nell'estate del 1566 la tomba dell'Apostolo fu profanata dai turchi che avevano assalito la città; le Reliquie furono coinvolte, ma non distrutte, nell'incendio provocato nel 1799 ad opera dei francesi. Tra il 1984 e il 1986 una èquipe interdisciplinare di studiosi e tecnici dell'Università di Chieti e della Soprintendenza Archeologica, ha provveduto ad effettuare una ricognizione scientifica mirata alla conservazione delle preziose Reliquie.
 
Documentazione
Testimonianze di quest'ultima traslazione sono: - una pergamena redatta pochi mesi dopo da pubblici ufficiali e notai nella città di Bari, luogo del primo approdo delle galee ortonesi e di detenzione dei prigionieri; - i Sommi Pontefici Bonifacio IX, Sisto IV Clemente XII, Benedetto XIV, Pio XII per promuovere il culto di S. Tommaso largheggiarono con Indulgenze a coloro che visitano la Basilica di Ortona.
 
Festa del Perdono
La 1° domenica di maggio (festa religiosa e civile), il 3 luglio (solennità liturgica) e il 5 e 6 settembre (anniversario della dedicazione del tempio e della traslazione delle Reliquie a Ortona) si acquista l'Indulgenza plenaria - una sola volta - del "Perdono di S. Tommaso".
 
Stemma San Tommaso
 
Devozione
Numerosi vengono i pellegrini a venerare S. Tommaso da luoghi anche lontani, riportandone spesso grazie speciali. La nobile svedese S. Brigida venne a venerare il sepolcro di S. Tommaso nella città frentana, ed ebbe dal Signore (la prima volta, 1365) la rivelazione che le Ossa dell'Apostolo erano in Ortona (cfr. Rivelazioni IV e VII) e il prodigioso dono (seconda volta, 1368) della falange di un Dito (ora nella basilica di S. Croce in Gerusalemme a Roma). Piace segnalare lo spettacolo edificante che offrono ogni anno a maggio i fedeli del teramano e dell'ascolano che, in numero eccezionalmente cospicuo, traggono a Ortona per pregare sulla Tomba e per accostarsi ai sacramenti. E ciò perché essendo stata unita all'inizio del sec. XVII alla diocesi di Ortona la chiesa di Campli si creò, sviluppandosi attraverso i secoli, un vincolo spirituale che ancora oggi, pur non essendovi unione giuridica, è assai forte e sentita. L'attributo iconografico di S. Tommaso la "squadra" da disegno ricevuta dal re dell'India quando l'apostolo, secondo la tradizione, tracciò per lui il disegno del palazzo reale. Oltreché dei marinai, pescatori e naviganti, Sa n Tommaso è protettore dei geometri, ingegneri, muratori e architetti e viene invocato contro i dolori delle ossa in genere, le affezioni reumatiche e dolori di testa.
 
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